Assistente Virtuale e imprenditore. 

Un matrimonio perfetto.

Immagina un matrimonio perfetto. Fiori, abiti, location…

No, fermati!

Oggi non ti parlerò del matrimonio tradizionale ma di quello virtuale tra due figure professionali che si sposano (è proprio il caso di dirlo 🙂 ) molto bene insieme.

C’era una volta…(Come tutto ebbe inizio)

Il matrimonio tra l’assistente virtuale e l’imprenditore, nasce nel 1992 con Anastacia Brice negli Stati Uniti che diede vita a questa professione iniziando a lavorare da casa fornendo servizi di segreteria e organizzazione di viaggi.

Nel 1996, un suo cliente, Thomas J. Leonard, imprenditore, nonché uno dei principali contributori dello sviluppo del coaching personale, diede un nome a questa professione ed è così che “la sposa” ebbe finalmente un suo titolo.

Questa, fu dunque, la prima unione documentata e riuscita tra queste due figure professionali nella storia dell’assistenza virtuale.

Ma fu solo nel 1997 che Anastacia creò AssistU, un’organizzazione per assistenti virtuali grazie alla quale ci sono state in seguito “molte altre legittime unioni”.

Ma questo accadeva negli Stati Uniti, come ricorderai.

Come e dove si è evoluto “il loro matrimonio” nel tempo?

Come tutte le storie d’amore che funzionano, la storia è cambiata, stando al passo con le esigenze e con i tempi.

Aggiornandosi, anno dopo anno sono cresciuti insieme sempre tenendosi per mano.

Infatti ad oggi, la gamma dei servizi offerti dall’assistente si è molto ampliata adattandosi alle nuove esigenze degli imprenditori, all’evoluzione delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione.

La coppia “ha viaggiato” abbastanza in quanto dagli Stati Uniti, si è spostata anche nei paesi ispanici e un pò in tutto il resto del mondo per poi sbarcare in Italia anche se è stata accolta con una certa calma e diffidenza.

Lo sbarco dell’unione in Italia

In Italia, ancora, questo matrimonio non è compreso fino in fondo proprio da tutti.

Credo che la parola “virtuale” evochi, nella mente di alcuni, qualcosa di intangibile, per cui la loro conclusione mentale è che sia una professione difficilmente fattibile e piuttosto nebulosa.

Fortunatamente le cose stanno cambiando.

Innanzitutto, grazie al lavoro svolto da molti anni da parte di Mary Tomasso, la prima assistente virtuale italiana e poi grazie anche alle altre pioniere che svolgono questa professione ormai da tempo diffondendone i vantaggi e il loro modo di lavorare.

Il matrimonio, infatti, anche nel bel paese sta diventando sempre più capito.

L’ho testato io personalmente quando ho iniziato a parlarne a chiunque.

Superato il primo momento in cui immaginavo che sarei stata vista come un’aliena, ho constatato invece che la novità viene accolta con una curiosità ed un entusiasmo che sinceramente non mi aspettavo.

Molti mi dicono “E’ il futuro!”

E lo penso anch’io, ma non solo che sia il futuro, credo proprio sia anche il presente.

E’ normale che vivendolo non ce ne rendiamo conto ma, ogni volta che un’altra persona ci crede e inizia unendosi alle altre, si sta già creando un processo e una diffusione di questa professione nel nostro tempo corrente.

Credo sia sempre stato così per ogni novità.

Chi se la viveva, non poteva rendersi conto che stava plasmando e prendendo parte attiva ad una storia che, forse, un giorno non lontano, avrebbe cambiato il modo di fare e vedere le cose.

L’ apertura, che ho trovato in molti, però, denota, per fortuna, che i tempi sono sempre più maturi e che il matrimonio tra l’assistente e l’imprenditore sta diventando e diventerà, sempre più, anche in Italia, un matrimonio accettato.

Di certo un giorno sarà come dire : “Faccio il parrucchiere” .

Forse, anche la prima volta che qualcuno avrà detto che avrebbe fatto questo lavoro,l’avranno guardato straniti di primo acchito… 🙂

Ma a parte gli scherzi, posso portare esempi più concreti, ad esempio fino a pochi anni fa fare di lavoro il social media manager era un pò come l’assistenza virtuale oggi, adesso è un lavoro come un altro che non fa più scalpore e non fa stranire nessuno.

E come questa figura professionale, in seguito all’avvento di internet e dei social network, ne sono nati molti altri che a qualcuno potevano sembrare strani e che invece ora sono accettati e capiti.

D’altra parte, se i tempi e gli strumenti cambiano, anche le professioni si evolvono ed è ovvio che ne nascano sempre di nuove che si adattano al nuovo clima, alle esigenze in cui viviamo e ai nuovi strumenti.

Che sia proprio tu il protagonista del prossimo “matrimonio” virtuale?

Questa professione, mi ha affascinata dal primo momento in cui ne ho sentito parlare grazie a una mia amica che aveva letto questo articolo sul sito dei nomadi digitali e che, conoscendo le mie attitudini pensò che fosse il lavoro adatto a me (grazie Irene!).

In ogni caso, invito tutti, a partire proprio dai più scettici, ad informarsi bene su questa figura professionale che potrà aiutare un’attività imprenditoriale a spiccare il volo alleggerendo il tempo dell’imprenditore.

D’altra parte, l’assistente virtuale “da brava moglie” si prende cura dell’imprenditore e della sua attività supportandolo e donandogli due dei più preziosi doni che qualcuno ti possa fare:

  1. Tempo: lo guadagni delegando le mansioni secondarie ma comunque importanti per la tua attività e non c’è una sola cosa più preziosa al mondo.
  2. Impegno e dedizione: grazie alla sua passione (Ricordi? L’assistente virtuale ha scelto di fare questo lavoro, non le è capitato!) e alla sua professionalità (è una libera professionista).

Continuate a seguire questo vantaggioso matrimonio.

Chissà che il prossimo, non possa essere proprio tu a sposare la causa dell’assistenza virtuale.

Conclusione: ti spiego il mio paragone 

Ho voluto raccontare la storia dell’assistenza virtuale in un modo un pò insolito e fantasioso (amo la fantasia).

Ho voluto infatti paragonare il rapporto lavorativo tra l’assistente virtuale e l’ imprenditore a un matrimonio perfetto per far capire a te lettore quanto possa essere bella e proficua la collaborazione tra queste figure professionali.

Per semplicità e per la buona riuscita del confronto, ho dovuto inserire due attori principali in questa storia ma tengo a precisare che “l’imprenditore” incarna ovviamente non l’imprenditore in senso stretto ma anche imprenditrici, libere professioniste, start up, aziende senza distinzioni di generi o altro.

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